Il 2 agosto 2026, senza allarmismi
Luglio 2026 · 4 min di lettura
Il 2 agosto 2026 non è un interruttore. È una data oltre la quale alcune cose, per certe imprese, smettono di essere facoltative. Gli obblighi dell’AI Act sui sistemi ad alto rischio diventano esigibili, e con loro la richiesta — banale a dirsi, complessa a farsi — di sapere quali sistemi AI si hanno in casa.
La maggior parte delle imprese non lo sa. Non per negligenza: perché l’AI è entrata dai lati, un abbonamento qui, un plugin là, un modello dentro un gestionale che nessuno ha classificato come “AI”. Il primo lavoro, prima di qualunque policy, è un inventario onesto.
Il nostro consiglio è di non partire dalla paura della sanzione, ma dalla mappa. Sapere dove l’AI tocca decisioni che riguardano le persone — chi assumere, chi valutare, a chi dare credito — è già metà del lavoro di conformità. L’altra metà è scrivere chi decide cosa.
La conformità, fatta bene, non è un costo difensivo. È l’occasione per rimettere ordine nel rapporto tra l’AI e chi lavora. Che è, poi, l’unica ragione per cui vale la pena farla.